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16 luglio

Giochi di carte...

GIOCO di CARTE

X iniziare: Trovate un mazzo di carte e prelevate le 4 regine e i quattro re.

Se siete femmine, dp aver ben mischiate le 4 regine, disponetele a faccia in giù sul tavolo. Ripetete l'operazione cn i re.

Se siete maschi fate la stessa cosa partendo cn i 4 re, successivamente cn le regine.

Una alla volta scoprite le carte, partendo dai re o dalle regine (secondo qnt dtt sopra) e alternando i due tipi di carte. Scegliete a caso qll da scoprire.

Poi, una volta che ttt saranno a faccia in sù, guardate gli accoppiamenti ke avete ottenuto.

Se avete ttt le carte senza una coppia, vuol dire ke la vostra vita sentimentale è momentaneamente in confusione.

Se avete ttt le carte accoppiate, invece, il vostro cuore è leggerissimo e i vostri sentimenti sn in equilibrio perfetto.

Re di ♥ +regina di ♥: siete una coppia romantica e innamoratissima.

Re di ♣+regina di ♣: l'intelligenza e la razionalità guidano i vostri sentimenti, rendendovi pronti a ttt.

Re di + regina di : la coppia + divertente ke esista, la vostra spensieratezza vi farà assaporare momenti unici!

Re di +regina di : il vostro carattere è trpp simile e scontroso, mi dispiace, ma nn può funzionare...

 

         ...X scoprire cm 6...

Prendi i 4 assi, dividili nelle coppie: picche, cuori e fiori, quadri.

Una alla volta mescola le due coppie e scegli una carta a caso fra le due, poi leggi qui sotto:

1°coppia: Cuori ♥, sei un tipo buono e sensibile.
                
Picche ♠, a volte pensi trpp a te stesso e nn capisci i problemi altrui.

2°coppia: Quadri ♦, la tua simpatia contagia ttt, a volte xò ci vorrebbe un po' di serietà...
                    Fiori ♣, intelligente e riflessivo, cerca solo di nn essere noioso.    

Un'ultima cosa, di vitale importanza (cm no...): nn date retta ai giochi di carte, ke tnt nn vi diranno mai niente di vero!!!

14 luglio

__0cean0__

Visto ke la musica di Miky nn è apprezzata, voglio almeno segnalarvi ke ho trovato una canzone BELLISSIMA, nn sua...
La cantante è LISA, nn è un errore di battitura, nn è Elisa, ma LISA! Il titolo: "0ceano"
Anke se nessuno la conosce, è cmq la canzone + bella ke esista!
 
 ♥♠Alessia♠♥                          
13 luglio

Monete

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Oggi ho trovato una moneta da 2 euro che nn avevo mai visto, Repubblica Italiana 2004 (immagine 1). Nn si vede bene ma rappresenta un mondo cn intorno spighe di grano e su cui è scritto “WORLD FOOD PROGRAMMELe 12 stelle sn disposte lungo il contorno a gruppi di quattro.

 

Altre monete da 2 euro che ho sn:

L’immagine 2, rappresenta un libro aperto cn uno strano disegno intorno e in cima ha la scritta “TRATTATO DI ROMA” e subito sotto “50°ANNIVERSARIO”, Repubblica Italiana 2007.

L’immagine 3, c’è l’immagine di una donna cn in mano un libro e poi, a destra, un toro. Qst è la moneta che mi piace di +, xkè il disegno è particolare e davvero bello. Sotto c’è scritto COSTITUZIONE EUROPEA e sul resto del contorno sn disposte le 12 stelle. Anke qui c’ l’ “RI”, 2005.

 

Bye Bye

 

♥♠Alessia♠♥          

11 luglio

NOMI

 
Qst sn i significati di alcuni nomi, nn ci sn commenti di nessun genere... anke xkè nn ci guadagnerebbe nessuno (a volte xò mi sembrano davvero cose improbabili...)
Boh, ditemi ke ne pensate!!!
 
ALESSIA:
Deriva dal latino Alexius, che a sua volta riprende il greco Aléxios, dal verbo aléxein "difendere, proteggere"; il significato è quindi "colei che difende, protettrice". Potrebbe anche essere una forma abbreviata del nome greco Aléxandros "protettore degli uomini".
 
AMBRA:
Il nome Ambra è nato nel Medioevo come nome augurale femminile, affinché la pelle della bambina fosse profumata e luminosa come l'ambra. Ambra è la protagonista di un poemetto di Lorenzo dei Medici: una ninfa trasformata in pietra che avrebbe dato origine alla villa medicea di Poggio a Caiano
.
 
SELENE:
II nome deriva dall'omonima parola greca che indicava la luna.
 
SIMONE:
Il nome deriva dall' aramaico Shimeon e significa "Dio sente,ascolta". Nella Bibbia si legge "Lia concepì di nuovo e partorì un figlio.Disse:perchè il Signore ha sentito che ero disprezzata, mi ha concesso anche questo.E lo chiamò Simone". Varianti straniere: Semyon, Shimon, Simeon, Simon, Szymon.
 
AURORA:
Deriva dall'omonima parola latina che significa "luminosa, splendente"; la parola latina a sua volta deriva dal sabino Ausel, nome di una divinità solare.
 
SAVERIO:
Il nome deriva dall'arabo e significa "splendente".


DAVIDE:
Il nome deriva dall'ebraico Dawidh e significa "amato, diletto". Nell'Antico Testamento Davide vinse il gigante Golia e divenne il secondo re d'Israele.

 
DANIELE:
Questo nome deriva dall'ebraico Daniy'el, composto da dan "ha giudicato", oppure da dayan "giudice", e la forma abbreviata 'el di 'elohim "Dio"; il significato è quindi "Dio ha (così) giudicato" o "il mio giudice è Dio".
 
 
MARCO:
Deriva dal latino Martcus, più tardi Marcus e significa "dedicato a Marte", dio della guerra. Varianti straniere: Marc, Marcos, Marek, Mark, Marko, Markus.
 
 
MATTEO:
Deriva dall'ebraico Matathiah e significa "uomo di Dio". Varianti straniere: Mads, Matej, Mateus, Mateusz, Mathieu, Mats, Matthew, Maciej.
 
GIULIA:
Il nome ha origine greca e significa "lanuginosa". Varianti straniere: Yuliya, Juli, Julia, Julie
.
 
CATERINA:
Viene dal greco Haikateríne o Hekateríne, che deriva forse da Hekáte, nome della dea degli inferi, o da Hékatos, che significa "che saetta" e che era un modo per chiamare il dio del sole Febo. Il nome però, per etimologia popolare, è stato interpretato come collegato all'aggettivo katharós che significa "puro", e latinizzato come Catharina, con th.
 
 
FEDERICA:
Il nome deriva dall'antico tedesco frid ("pace") e rik ("potere") e significa "potente in pace". Varianti straniere: Friederike.
 
 
 
 
 
 
 
 
 


 
 

07 luglio

promemoria

 Nel remoto di qst blog, esiste un TEST ke dovreste fare.... Vi do' un aiutino per trovarlo un po' prima... Cliccando sulla scritta test, qui sopra, potrete andare un po' + indietro fra i precedenti interventi. Siccome nn sn mlt brava nn sn riuscita a creare un collegamento diretto... intanto ecco qst facilitazione!
02 luglio

ooOO°°DELIRIO°°OOoo

DELIRIO

 

Tempo crudele, sogno stridente. Sfreghi sulle mie membra, logorandomi fin nelle ossa. Ti avvinghi ai miei spasmi, come una catena: corrodi tutto di me. Simile a fiamma consumi le mie notti, abbandonandomi nel più acuto dolore. Ridi, giochi con me. Io mi disgrego, distillo in mille suoni. Non sono che una stonatura, dissonante fra il rumore, stridula, soffusa, insufficiente.  In lancinanti grida, persa in non so cosa, vago in cerca di luce: la cerco nelle folli tenebre e in ogni accenno d’aurora. Nell’orizzonte, il tuo macabro ghigno. Penetri: liquido, putrido, selvaggiamente orrendo. Non rimarrà nel buio altro che il tuo atroce sguardo, indagherà nel profondo; dovrò subirlo. Contorcermi nelle sue fitte violente, d’insaziabile crudeltà… senza morire, senza morire… Stringendo i denti e ripetendomi, continuamente, che il sole è alto in cielo. Lo vedo: è vero… Lacerandomi lo osservo sfavillare nel suo cielo che, a me, appare perennemente cupo.

01 luglio

Parole al Vento

       

Hello Kitty by mondoglitter.it PAROLE AL VENTO


 Sole, notte.

Giorno, buio.

Attese, sentieri,
 emozioni,
colori davvero troppo tenui…
perché vengano scorti
da occhi tanto distratti.
Fughe,
attimi,
immagini,
pensieri fattisi fragili:
deboli per mutarsi in parole,
rimangono in stallo.
Luce, luna, nebbia.
Soffi su castelli di sabbia.
Nenie, canti soavi,
frammenti essenziali,
persi,
in brume illusorie, malvagie.
Angoli di tempo, polvere…
anime povere di sentimenti.
 
Fine del niente.
21 giugno

A ttt i membri...


C'erano una volta 5 ragazzi che frequentavano la stessa scuola. Si incontrarono e subito divennero amici, così senza un motivo: sentivano di avere qlcs ke li accomunava... Nn passò mlt tempo ke la loro amicizia si rafforzò, stavano bene insieme (o almeno qst sembrava)... Infatti forse, nel loro gruppo, mancava sincerità e le persone ke si tengono il dolore dentro ne soffrono il doppio + degli altri! Per qst, malintesi ed incomprensioni li separarono, eppure se da una parte c'era ancora la rabbia di quell'incomprensione, dall'altra la tristezza di aver perduto quell'amicizia nn la smetteva di bruciarli dentro.
Qst nn è una storia così... Forse è un po' il racconto di quello ke è successo... Nn possiamo sistemare ttt?                                                                                    
Io vi voglio tnt bene, membri dell'ASASA o no... Vorrei fossimo ancora amici!

20 giugno

GIOCO

GIO c by mondoglitter.itO

Gioca cm si deve e soprattutto NN BARARE.
nn leggere in anticipo, ma nell'ordine, punto x punto.

CI VORRANO 3 MINUTI E CREDIMI, NE VALE LA PENA...

prendi carta e penna.

1.Scrivi i numeri da 1 a 11 in una colonna.
2.A fianco ai numeri 1 e 2, scrivi 2 numeri a tua scelta.
3.Vicino ai numeri 3 e 7, scrivi il nome di una persona di sesso opposto.
Due nomi diversi, ovviamente, di persone che conosci bene, e nel farlo, segui il tuo primo impulso.

Non leggere oltre in anticipo, o non funzionerà... piano piano...


4.Scrivi il nome di tre persone (amici, familiari...) vicino ai numeri: 4,5 e 6.

NN BARARE,SAREBBE UN PECCATO...!!


5.Scrivi 4 titoli di canzoni sui numeri 8,9,10,11.
6.Finalmente, esprimi il tuo desiderio.


Qui si trova la chiave del gioco...


1.Devi parlare di questo gioco ad un certo numero di persone
(il numero che si trova vicino al 2)
2.La persona in 3 posizione la AMI!! 
3.La persona in settima posizione l'apprezzi molto però con la quale nn funziona...
4.La persona in quarta posizione è qualcuno a cui tieni veramente molto.
5.La persona in quinta posizione è quella che ti conosce veramente a fondo.
6.La persona messa da te in sesta posizione è il tuo porta fortuna.
7.La canzone in ottava posizione è quella che si associa con la persona numero 3.
8.Il titolo in nona posizione è la canzone per la persona in settima posizione.
9.La canzone in decima posizione è quella che meglio svela il tuo spirito.
10.La canzone in 11 è quella che rivela i tuoi sentimenti rispetto alla vita.
11.Scrivi questo gioco nel tuo blog,durante l'ora che ne segue la lettura.


Se lo farai, il tuo desiderio si realizzerà.
Se non lo farai, succederà l'opposto.

 

Ho ftt 2 volte qst giochino in diversi space... E mi sn venute le stesse cose a volte... Nn ho barato!

Ragione in + per provare!!!

 

 
18 giugno

Esito Positivo!

 
Ricordate l'esame dell'ECDL?!? Sono PASSATAAAA!!!!! A ttt e due i moduli, cn l'86.11 e il 94.44!!! E anke Ambra e Sele sn passate, ke bello! Kissà se facciamo il prox esame il 6 di Luglio... Sarebbe, tnt c'è alle 8.30 di mattina... Ttt hanno voglia di alzarsi a qst'ora in piena estate per andare ad un esame di informatica, no?!?
Adesso vado, nn so ke scrivere... Le mie buone notizie sn finite...    CIAO CIAO!    
16 giugno

Frase

Created by Follettarosa

Ke frase toccante, vero? Io xò ci credo, anke se a volte nn ne sn convinta...

Lo scrivo qui xkè nessuno (compresa me) lo dimentichi!!!

15 giugno

ESTATE

ESTATE
 
E' estate...
Ma il 18 c'è quel maledetto esame dell'ECDL... Mi ricorda l'omino kinder e poi anke se nn vedremo lui di persona al sicuro ci sarà babbo natale... (Nn fate caso ai nomi, è troppo stress ke mi fa delirare...) Cmq l'altra volta a quell'altro maledetto esame (a cui sn bocciata...) babbo natale (così kiamato perchè grassoccio e cn la barba bianca) kiese a me, Ambra e Sele ke scuola facevamo. Gli rispondemmo il classico e quel cretino incominciò a ridere... Noi era 3 ore ke si aspettava di fa' l'esame, tese cm non mai e qst si mette a ride così?! Mah... Eravamo un po' perplesse... ... Se riboccio ingaggerò un killer professionista!!! Ma soprattutto qualcuno dovrebbe far fori l'omino kinder (è uno ke si crede bravo in informatica, si occupa dell'aula computer e rompe ttt quello ke trova. Poi da' la colpa agli studenti... Lo ODIO!!!)
Quindi se qualcuno si occupa della faccenda, mi chiami: darò una mano in ttt i modi!!!
Ma se passo a qst esame poi l'ECDL nn si vede + fino a kissà qnd !!! (anzi nn so se lo rivedrò mai +!) 
Tempo libero x godersi l'ESTATE!!!
14 giugno

In ognuno c'è Dera

                                                                                          In ognuno c’è Dera.                                                                                                                                              

Sembrava che tutto fosse finito davvero e invece nella mia vita è entrata Dera. Come un treno che Dera-glia, lei non segue mai la via che è stata scelta. Non è per niente pon –Dera-ta la sua azione istintiva e a volte incosciente. Credevo che non ci fossero cose per cui ridere, mentre adesso ne assaporo il profumo ogni giorno più vivo in me, finché Dera sarà in me, io continuerò a gioire. Il primo giorno che la conobbi Dera era una paura. Piccola piccola, sfumata ai lati, dall’aspetto variabile ed appena percettibile, a causa della sua forma e sostanza che la faceva somigliare a fumo. Sedeva da sola al lato della strada, quella che percorrevo ogni giorno per tornare a casa, dopo la scuola. Non l’avevo mai vista prima, ma quella mattina mi apparve davanti agli occhi senza preavviso. Non parlammo, io d’altronde ero appena stato minacciato dalla banda di bulletti della scuola, che mi avevano picchiato e spaventato tanto, nonché ero cosciente di un sostanzioso alleggerimento nella mia tasca destra dei pantaloni. La guardai sorpreso e sempre spaventato, la vidi benissimo nella sua forma. Poi mi sembrò che stesse crescendo, o forse era solo il mio terrore che aumentava, fatto sta che me ne scappai veloce e tornai a casa. L’indomani era domenica e non percorrendo quella strada non potei ritrovare Dera. Lunedì però, mentre aspettavo un amico per fare la strada insieme, davanti al cancellino di casa mia, rividi Dera ferma immobile, che mi fissava. Notai subito un cambiamento nel suo aspetto, aveva due occhi grandi e il resto del corpo colorato di mille sfumature che non credevo nemmeno potessero esistere. Quella volta Dera era una sorpresa. Mi meravigliai molto di trovarla lì che mi guardava, e ancora di più ad osservarne l’aspetto. Anche questa volta mi parve che stesse diventando più grande, ma poi mi convinsi che era solo a causa della sorpresa che non finiva di logorarmi e pormi domande. L’aspettai alla strada del primo incontro, ma non la trovai, aspettai sperando di vederla, sperando tanto. Ma non arrivò nessuno. La sera a cena non ebbi tempo di pensare a lei, i miei genitori erano visibilmente nervosi e sapevo che dovevano darmi una notizia. Mia madre mi venne vicino e tristemente mi annunciò che lei e mio padre  si sarebbero separati. Il colpo mi perforò come una lama squarcia il cuore della preda. Corsi in camera mia, piangendo disperato, distrutto da quel colpo devastante e in certi eccessi di pianto anche colto da una rabbia breve ma forte. Alzai la testa dal cuscino bagnato di lacrime e la vidi. Dera era davanti a me per la terza volta e mi guardava senza occhi, dal suo corpo mutato. Adesso appariva completamente blu, di un blu freddo, ghiaccio. Solo in alcuni momenti dei violenti bagliori rossi, accesi e abbaglianti, apparivano per un attimo e poi si dileguavano velocemente. Ero sempre più disperato, mi buttai a testa in giù sul mio cuscino e continuai a piangere, senza notare che dietro di me l’ombra di Dera si faceva sempre più grande. Mi svegliai la mattina dopo, desideroso di incontrare ancora quella creatura. Ma non la vidi. La cercai al cancello, per la strada, in camera mia… Sembrava che Dera apparisse quando non la pensavi, quando non la cercavi e ti dimenticavi che esistesse. Per una settimana non la vidi, sebbene la cercassi in ogni luogo. Non riuscivo a non pensare a lei, a non immaginarmi come mi sarebbe potuta apparire la quarta volta. La prima era una paura, la seconda una sorpresa, la terza una tristezza, la quarta fu solamente un respiro. Respirai e lei apparve, sotto forma di aria bianca, che si notava per qualche riflesso argenteo. Tutto qua. Fu l’ultima volta che la vidi, e da quella volta la cercai invano. Dera è sempre in giro, si trasforma, si nasconde, solo se non ci pensi riesci a vederla. Si nutre delle emozioni, cresce se esse crescono in te. Perché adesso che l’ho incontrata, so che non mi lascerà mai più. Ritrovo il sorriso quando provo paura, ricordando la sua prima forma. Poi sento tristezza, sorpresa, rabbia, i miei sentimenti sono importanti, adesso l’ho capito davvero. E quando mi sembra che non sia così, penso che grazie alle mie emozioni, Dera vive in me.

 

SCRITTURA A 3

Aloa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Siamo noi...noi chi?!

Che razza di domanda è!?!?!?

Beh, via…siamo Selene, Ambra e Alessia!!!!!Le fantastiche 3!!Cmq, a parte qst…….. Siamo qui riunite oggi per studiare l’ECDL…. E si vede no, cm lo studiamo…!!Tutto sommato siamo al computer!! Ah, per ki nn lo sapesse, l’ECDL è la Patente Europea del Computer (in inglese European Computer Driving Licence)…Ma cm siamo acculturate!!ahahaha!

Alessia: odio l’ECDL!!!!!!!!!

Ambra: IO CONCORDO!!!!!!!!!!

Selene: Ma cm potete dire una cosa simile?????Cattive!!!!!!!!Il computer è the best!!!!muahahahah!!

Ale: sisi, ma qnd chatti oppure guardi le foto di miky zarry, oppure qnd ascolti miky zarry…!!! Qnd studi nn esiste divertimento!!!! Vero, Ambra?

Ambra:D’accordo per l’ultima parte… per la prima un po’ meno…eheheheheh

Sele: Sentite,   NON OSATE PARLARE DI MIKY ZARRY CM SE FOSSE UN IDOLO(GIOVINE)!!!Un idolo è x esempio…..è…rullo di tamburi….Chad!!!!!!!!!!!!!!!Oppure anke Jared Leto!!ihihi!!

Ambra: Ma vuoi mettere quei due poveracci a Orlando Bloom e a Johnny Depp!?!?!? Non hanno speranze!!!!!!!!!!ehehehehehehe……..

Ale: nn si offendono gli idoli altrui!!!! Jhonnino è il mio preferito cm attore, cm cantante nn lo conosco… E poi….. Stiamo divagando dall’ECDL!!! (Per fortuna!)

Sese: nuooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!

Ambra:So che aveva un passato da cantante…ultimamente ha suonato con la sua vecchia band…sicuramente era perfetto, come in tutto ciò che fa!!!!!!!!!!!!!

Ale: Verissimo! E… anke Miky cm attore… Lo vedete nei panni di Jack Sparrow?!?!? Ahahah

Sese: Non ho parole….mi astengo dalla conversazione..ADDIO!!!!!!!!!!!!

Ambra: CAPITAN JACK SPARROW!!!!!!!!!!

Ale: Abbiamo finito? Conversazione intelligente, vero? Siamo riuscite a parlare solo di attori e cantanti… Cm commentare…? ECCELLENTE!!!!!!!!!!!!!

Sese: Eccellente è dire niente!! Cmq…avete visto ieri Ugly Betty?????

Ale:mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmh…..ke noia…

Ambra:scusate… mi ero scollegata! COME PUOI DIRE CHE BETTY SIA NOIOSA!?!?!?!?!?!

Sese: Appunto!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Beh via desso andiamo…dobbiamo studiare!!(cm uccidere la pantegana..muahahaha!!)…Bye!!!

Ale: ciao ciao!

Ambra:Ciao aloa ciao ciccio CIAO A4

Ale: (no comment!)…

 

 

13 giugno

GLI ULTIMI 8

Gli ultimi otto.

 

Il pazzo omicida aveva a disposizione otto colpi.

Il primo lo sparò a vuoto, solo per sentire che suono faceva. Dopo annusò il profumo di bruciato, soffiò via il fumo che usciva nel posto in cui poco prima era stata espulsa la pallottola, proprio come aveva visto fare in tanti film di indiani e cow boy… Certo! Il secondo colpo sarebbe stato proprio per un indiano, uno stupido pellerossa con arco e frecce. Il pazzo omicida osservò la gente intorno a lui, poi vide l’indiano passeggiare. Era strano. Stava per mano ad una signora bianca di pelle e vestita come la sua gente, portava scarpe da tennis ai piedi ed era incredibilmente basso per essere un indiano… Magari era di una tribù di bassi, pensò il pazzo, poi sparò il colpo. La donna vide l’indiano cadere accanto a lei con un solo lamentoso gemito di dolore, poi più nulla. Posò lo sguardo carico di pianto, tristezza ed orrore sul pazzo omicida. “Il mio bambino!” Urlò straziando i passanti e il pazzo. Il terzo colpo fu per lei.

Il pazzo omicida ammirò la sua pistola, rimanevano ancora cinque colpi da consumare come voleva. L’autobus passava in quel momento. Quanta gente, studenti… Il pazzo gli osservò uno ad uno, sorridendo a tutti di un gioioso e folle ghigno. Salì sull’autobus, ormai vuoto a metà e si sedette cortesemente accanto ad un’anziana signora. Lui amava gli anziani, anzi li preferiva in assoluto a tutto il resto. Doveva comportarsi bene con quella vecchietta. Le rughe sulla sua pelle le davano un’espressione simpatica, grazie alle carnose gote rosee. E negli occhi aveva la vita, non quella pura e fiorente di un bambino, ma quella vissuta di chi non ha più da sorprendersi. Poi l’anziana donna scorse la pistola, nelle mani sudate del pazzo omicida. Che ingenua ignoranza –pensò il pazzo sorridendo. La bontà negli occhi della donna fu sostituita dal panico. Iniziò ad urlare, ad agitarsi… “Non si preoccupi” Fece il pazzo sorridendole bonario, cercando in ogni modo di tranquillizzarla “E’ finta!” E per rassicurarla le sparò un colpo alla tempia.

Scese alzando le spalle dall’autobus. Solo allora si accorse di non mangiare da ore. Si guardò intorno affamato, alla ricerca di un ristorante carino. Ne voleva uno elegante ed isolato, non sopportava la compagnia della gente, né il cibo povero a cui si era dovuto abituare. Trovò un locale un po’ fuori città, con una fresca terrazza che dava su un giardino interno. Si sedette, era il tavolo migliore ma lui non badava a spese. Ordinò uno strano crostaceo, dal nome impronunciabile e mai sentito. Gli sembrò affascinante! Un cameriere molto distinto glielo portò.

Il pazzo lo guardò. “Siamo sicuri che sia morta?” Chiese poi.

“Sicurissimi signore” Rispose quello sconcertato.

Quando il cameriere se ne fu andato il pazzo omicida osservò la pietanza. La girò con la forchetta, la rigirò ancora, in ogni lato. Poi le sparò un colpo ad una chela. Gli altri clienti si voltarono spaventati e confusi. “E’ troppo rossa!” spiegò allora il pazzo, alzandosi sdegnante dalla sedia. Corse via perché non poteva pagare il conto e si rifugiò dietro un vicolo dove alcuni ragazzi confabulavano e ridacchiavano. “Che fate?” Chiese il pazzo curioso, avvicinandosi. Il gruppetto lo squadrò minaccioso. “Vattene!” Gli intimò uno. Quanta maleducazione, ci voleva più rispetto! Il pazzo gli sparò dritto in fronte, osservando lo smembrarsi della sua vita in quei secondi. Vide gli altri ragazzi correre via, disgustati e atterriti.

Il pazzo omicida aveva ancora due colpi.

Una macchina della polizia lo incitò a fuggire. Ma che volevano da lui? Entrò in un bar di periferia ed ordinò un caffé nero. La bevanda fu servita così nera che per un attimo il pazzo ne rimase sconvolto, ma poi bevve tutto quel liquido scuro. Scese disgustato dallo sgabello su cui sedeva.

Due agenti entrarono nel locale, soppesando con lo sguardo ogni cliente. Il pazzo omicida si catapultò nel bagno e sparò il penultimo proiettile al vetro della finestrella, che si frantumò in mille pezzi. Uscì da quella fessura, graffiandosi il viso e le mani. Il sangue che dalla fronte gli colava sugli occhi gli dava un piacevole senso di calura. Le gambe ossute stridevano sull’asfalto, precedendo il suo arrivo a corsa. Gli occhi roteavano alla disperata ricerca di una via di scampo… Scampo! Era segnato sul menù di quel ristorante… Ma che voleva dire? Sentì le sirene della polizia dietro di sé, provocavano un assillante frastuono. Le luci blu e rosse gli ricordarono i lecca lecca che a volte rubava ai bambini. Sì, avrebbe proprio avuto voglia di un dolce! Ma quello snervante inseguimento non finiva, il sangue gli velava la vista, ne sentiva il sapore di ferro sulla lingua.

Allora decise. Si voltò, scosse la testa all’indietro e si asciugò la ferita sulla fronte con una mano. Poi strinse in una vischiosa morsa la sua fatale arma. Era lucente e viva, fremeva.

Anche il pazzo fremeva, smosso da spasmi di inumana follia.Si ricordò di tanti film. Puntò la pistola al cuore e quell’ultimo colpo si infranse nel suo rombo squarciandogli il petto. Penetrò nella sua carne corrodendolo. E in un istante il suo corpo giacque inerte sull’asfalto rovente della metropoli, immerso in un liquido amaranto, celando ancora nei vitrei occhi un agghiacciante sghignazzo di pazzia.

12 giugno

L'ULTIMO RIMPIANTO

L’ultimo rimpianto.

Stop.

Lo vedo bene, ad un passo dal cuore, non posso spostarmi e se potessi non lo farei. Seguo con lo sguardo fino a giungere alla mano di lei, poi seguo il braccio carico di brividi fino al bel volto che mi ha tradito. Non è freddo. Ho sempre pensato che uno abbia paura di uccidere. Quando c’è paura, ci sono i brividi. Devo aver imparato da lei a parlare in questo modo, mi piaceva per la sua intelligenza, la furbizia e naturalmente la sua bellezza mi avevano rapito. Adesso vedo tutto chiaro, troppo tardi per tornare indietro, troppo tardi per decidere diversamente. E poi, anche se potessi, non lo farei perché perfino adesso, ora che mi trovo il suo pugnale ad un passo dal mio cuore, la amo. Ho dubitato della veridicità delle accuse che tutti mormoravano su di lei, pur sapendo che erano vere, le più sincere e azzeccate. L’ho difesa quando neppure lei era capace di trovare argomenti per divincolarsi dalla presa delle incriminazioni. L’ho presa per mano e mi sono lasciato condurre ovunque lei volesse, sempre senza fare domande, senza chiedere “Perché?” pur sapendo che la sua meta era sbagliata e pericolosa. Mi sono abbassato quando lei era giù, per non farmi vedere da chi ci cercava, braccava, anche se non dubitavo della ragione per cui lo faceva e non lo dubito nemmeno adesso, con la lama del suo pugnale ad un passo dal mio cuore. Fuggiva dalla giustizia, abile e mascherata, ma io la seguivo convincendomi che tutto fosse un gioco, perché l’amavo e l’amo ancora adesso. Fermo davanti a lei, la ladra che mi rubò il cuore e che adesso l’ha infranto e fra poco lo trapasserà. Vorrei che si rendesse conto di quanto l’amo, che capisse che non la tradirei mai, non la denuncerei alla polizia, non rivelerei il suo aspetto. Nemmeno sotto tortura condividerei con altri i suoi occhi azzurri simili a macchie di acquarello. Mai, neanche se minacciato di morte, racconterei del profumo dei suoi capelli castani, non smaschererei il suo volto bellissimo, dai dolci lineamenti tesi e meno che mai annuncerei quei lineamenti che rare volte avevo visto rilassarsi. Il suo sorriso, il suo nome, tutto di lei sarebbe stato segreto, il mio segreto prezioso custodito nel profondo del mio cuore, ad un passo del suo pugnale.

Bè, è tutto finito ormai, non aspetta solo che un via, che mi appresto a concederle. Almeno non soffrirò più per lei, non piangerò dei suoi dolori al posto suo e delle sue lacrime nascoste sotto la nera maschera. Almeno cesserò di nascondermi…

Ti amo ladra mia, che mi hai rubato il cuore e poi lo hai distrutto, col tuo pugnale.

PAURA DEL BUIO

Paura del buio  .

 

Erano le dieci e mezzo di sera e la strada riportava i lamentosi ruggiti delle auto, nella giungla d’asfalto. Dalla finestra di camera sua Sam guardava le macchine che passavano, osservando ad intervalli quando il cielo, quando la strada e riflettendo su tutta quella distanza fra i due luoghi, forse elemento determinante per la loro diversità. I lampioni giocavano con i passanti, rivelando solo metà del loro corpo, eliminando un pezzo della loro vita alla vista di Sam e del mondo. Come se esistessero a metà- pensò il ragazzo sospirando. Un rumore ruppe il monotono rombo dei motori, un grido dall’altra parte della via. Sam alzò gli occhi ma non scorse nessuno a parte l’immagine indefinita del suo volto, riflessa sul vetro che lo separava dalla strada. La distanza fra cielo e terra e quella fra l’interno e l’esterno gli sembravano equivalenti, in quella cupa notte spettrale. Un secondo grido, più acuto, lo spinse a farsi più indietro, a rintanarsi sotto il caloroso abbraccio delle sue coperte. Chi poteva essere a urlare nel mezzo della notte? L’atmosfera era tetra e Sam sembrò non notare, fra tutto quel rumore e quelle luci, una ragazza che correva nella notte. I capelli neri, o forse era il buio che li faceva così apparire, fluttuavano dietro il suo passaggio, la sua fuga.

Un grido successivo fu poi seguito dal forte boato di un tuono, la pioggia incominciò lenta ma violenta ad abbattersi sulla ragazza. Solo allora Sam si accorse di lei, notò la sua faccia a metà rigata di acqua che si confondeva con la pioggia che la bagnava. I vestiti erano leggieri e sicuramente molto sudici. Un tuono ancora. La ragazza si fermò di scatto, come se percepisse di essere osservata. Si girò rapida verso la finestra di Sam e, sebbene lui credeva non fosse possibile, lo fissò intensamente con gli invisibili occhi, ora rintanati nell’ombra. Il ragazzo rabbrividì, sentiva lo sguardo gelido di lei su di se, sembrava che tutto il freddo della strada fosse penetrato in lui. I due occhi che lo fissavano divennero fluorescenti carboni dorati, al seguito di un altro tuono. Che strano effetto della luce, della notte- pensò Sam accorgendosi del suo respiro sempre più affannoso. Per molto i due rimasero così immobili, il ragazzo incapace di distogliere lo sguardo, anche se gli occhi gli bruciavano come non mai, come se glieli stessero cavando, in qualche macabro modo. Provò a chiuderli ma la pioggia sembrò impedirglielo. Non vedeva nemmeno più la ragazza, solo due luci blu. L’abbaglio della notte- pensò Sam, cercando invano di abbassare lo sguardo e dormire –forse sono due fanali di una macchina. Un lampo illuminò la strada, un urlo, un tuono, il fragore della pioggia sull’asfalto. Poi un rumore dietro alle sue spalle lo fece trasalire, ma lui era incapace di muoversi e non si voltò. Mentre continuava a ripetersi che tutto andava bene, tremando sia per il gelido vento che gli aveva avvolto il cuore, sia perché tutta quella situazione lo terrorizzava, riuscì a balbettare un “Chi è” Confuso. Non ricevette risposta ma solo dei passi che gli si avvicinavano. Non sapeva se sarebbe stato capace di girarsi, per la paura, ma era certo che non gli era permesso farlo, a causa di quella terrificante attrazione, nel buio.

Sally sentì il boato del tuono proprio sopra il suo capo e ciò la fece rabbrividire. Le coperte tirate fin sopra la testa le affannavano il respiro, oltre al fatto che non le davano nessun senso di protezione. Aveva sentito due grida, nel buio notturno della strada dietro alla sua finestra, e l’avevano molto scossa. Doveva assolutamente raggiungere il fratello, con lui sarebbe stata al sicuro. Ma non aveva il coraggio di mettere un piede fuori dal letto, e se dal sotto fosse uscita una mano pronta ad afferrargli il piede e trascinarla negli inferi? Certo sarebbe stata più tranquilla se la luce della sua stanza fosse stata accesa, ma se tendendo la mano per pigiare l’interruttore dei filamenti maligni le si fossero avvinghiati all’arto, risalendo per tutto il suo corpo fino a soffocarla nella loro morsa? Non avrai paura del buio- si disse cercando una punta di coraggio nel profondo del suo cuore- non sei più una bambina, devi essere forte. Ma il suo pensiero non faceva che ripercorrere tutti i libri dell’orrore che aveva letto, tutte le macabre scene che aveva accidentalmente visto in televisione, mentre cambiava canale. Quei ricordi che prima non erano che buio adesso si erano accesi e la pioggia sembrava divenuta un crepitio di grida strazianti che riempivano la notte. Sally si decise. Si alzò e accese la luce, poi velocemente uscì dalla camera, tremando. Il corridoio le si parò davanti oscuro ed inospitale, un altro ostacolo all’apparenza insuperabile. Almeno posso accendere la luce- pensò. Subito dopo un boato potentissimo la fece sobbalzare, nel preciso istante in cui la luce dietro alle sue spalle si spengeva. La corrente era saltata. Sally si strinse fra loro i piedi nudi, mentre lacrime calde le scendevano dagli occhi celesti. Ferma immobile nel buio più profondo, fradicia di lacrime e tremante di terrore. Non hai paura del buio- si ripeté per l’ennesima volta, mentre la luce del panico si dilagava in lei, soffocando anche quella vocina che le sussurrava di farsi coraggio. Non ho paura del buio- disse a voce alta, continuando a tremare nell’oscurità. Poi incominciò a correre, ma il corridoio era lungo come non mai, buio e terrificante. E infinita era la strada fino alla camera del fratello. Un lampo illuminò il viso cupo di una bambola di porcellana, Sally la guardò, come se volesse esser sicura che non si muovesse. Che idea sciocca- pensò, quando il lampo le restituì l’oscurità del pianerottolo. Doveva trovarsi a metà strada, spifferi gelidi le alitavano sul collo. Un secondo lampo illuminò ancora la stanza. Il pallido viso di porcellana sfoggiava adesso un orribile sorriso. Sally fu scossa da una mandata di violenti brividi, mentre accelerava il passo, correva più che poteva verso quell’irraggiungibile porta. Il corridoio scivolava però lento e viscido, sotto i suoi piedi gelidi. Gli scricchiolii di una finestra si amalgamarono a quel quadro di spettrali rumori, la pioggia, i tuoni, una strana risata che sembrava colmare gli intervalli di silenzio. E tutto nel più assoluto buio, sotto lo sguardo orrido di una bambola di porcellana. Finalmente Sally giunse alla camera del fratello, fradicia di lacrime e scossa dai brividi. Aprì la porta.

Sam era ancora immobile, poi sembrò ritrovare la forza di girarsi. Si ritrovò davanti una sagoma, nascosta nell’ombra. “Sam” Pronunciò la sagoma. Il ragazzo scorse una pelle untuosa, macchie d’acqua bagnavano il tappeto sotto i piedi del mostro, doveva essere viscido ed emanare bava.“S-stai lontano mostro!” Urlò Sam prendendo in mano la prima cosa che gli capitò sotto tiro, l’attizzatoio del camino. “No, Sam, sono io” La creatura emise un terrificante ruggito, incomprensibile per Sam, poi si fece avanti verso di lui, ma rimanendo in gran parte nascosta dal buio. “Sam, cosa fai? Sono io Sally” Un altro ruggito e un altro passo avanti. “Stai indietro!” Urlò Sam avanzando con l’attizzatoio teso, tremando da capo a piedi. La creatura stava per avanzare ancora, ma il ragazzo la precedette scoccandole un violento colpo con la sua arma. Quella indietreggiò, continuando ad emettere bava sul tappeto. Cercò ancora di ruggire ma Sam le assestò un altro vigoroso colpo che la fece cadere. Poi il ragazzo eresse l’attizzatoio sopra il corpo disteso del mostro, e ne conficcò la lama acuminata nel petto. Un ultimo straziante ruggito e poi più niente. Sam posò l’attizzatoio e indietreggiò di alcuni passi, fino a raggiungere l’interruttore. La luce era tornata. Accese la lampada che teneva sul comodino. Il bagliore giallo illuminò la sagoma immersa nel sangue di Sally. Il corpo livido e inerme, accasciatosi sotto i violenti colpi dell’attizzatoio. Sam inorridì da quella scena atroce. Riconobbe il viso solare di Sally, rigato da lacrime e nella bocca sanguinante un grido lo pervase muto e assordante. Osservò le sue mani, sporche dell’innocente sangue della sorella minore. Sgranò gli occhi, incapace per il momento di muoversi, perfino respirare era faticoso, piangere era troppo poco per esprimere tutto il suo lacerante dolore. Pensò che il dolore lo avrebbe fatto scoppiare, sperò che la sofferenza gli facesse esplodere il cuore. Una macabra risata echeggiò nel buio tetro della stanza. Un tuono rimbombò nella camera. La luce saltò ancora, un grido, più acuto che mai: il grido di Sam che rompeva la notte. Un lampo illuminò due cadaveri. Poi nel buio nulla fu più visibile, a parte due fluorescenti, terrificanti, crudeli occhi blu.

Dieci Minuti

Dieci minuti.

 

Un suono e via:

solo dieci minuti,

di freschi saluti,

di parole in silenzio,

di silenzi in parole.

E sono muti sussurri,

solamente tristi,

 tristemente soli.

Un sorriso, fra due sguardi,

si è fatto tardi…

ma di minuti ne bastano dieci,

   per esser felici…

 

 

11 giugno

TEST

Ancora prima di averlo fatto, ho ricopiato qst test dal blog di save... Preferisco che siano gli altri a commentare su di me...
 
1-KI SEI? 2- SIAMO AMICI? 3- HAI 1 COTTA X ME? 4- SE TI BACIASSI? 5- HAI MAI DESIDERATO DARMI UN PUGNO IN FACCIA? 6- DAMMI UN SOPRANNOME E SPIEGA IL XKE. 7- DESCRIVIMI CN UNA PAROLA. 8- DESCRIVIMI CN UN' ALTRA PAROLA. 9- QUAL' è STATA LA TUA PRIMA IMPRESSIONE SU DI ME? 10- PENSI LA STESSA COSA ORA? 11- KE COSA TI FA RICORDARE DI ME? 12- SE MI POTESSI DARE QUALCOSA, KE MI DARESTI? 13- QUANTO MI CONOSCI? 14- QND è STATA L' ULTIMA VOLTA KE MI HAI VISTO? 15- C è MAI STATO QUALCOSA KE AVRESTI VOLUTO DIRMI MA NN L HAI MAI FATTO? 16- QND E DOVE CI SIAMO CONOSCIUTI? 17- METTERESTI QUESTO SUL TUO BLOG X VEDERE COSA DIRò SU DI TE? 
10 giugno

L'ARCOBALENO

 

 

Guardando da una nuvola...

Rosso fuoco e sangue e baci.

osservando da lassù...

arancio d’estate e ricordi indelebili.

dall’alto di uno sguardo...

gialli soli e cartelli e palline da tennis.

com’è ttt distante...

prati verdi, sguardi smeraldini e foglie su foglie.

dalla tua gabbia opalescente...

azzurro un po’ di cielo e temi sul computer.

ti sporgi per vedere...

un blu immenso è il mare.

c’è ancora che ti sfugge?

il viola sui lividi, sulla pelle, in un fiore.

Guardando da una nuvola, scorgesti sul mondo l’arcobaleno...